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giovedì, 29 dicembre 2005

Electric President - s/t [Morr, 2006]
Prima cosa: grazie a Dario, che mi ha consigliato questo disco.
È facile intuire di cosa si tratti, basta leggere chi produce: Morr Music, sinonimo di qualità ed indietronica. E di questo si tratta. Il disco malinconico da vero indie sfigato, chiuso nel cappuccio a sfumacchiare aspettando chissà cosa.
Ben Cooper (23) e Alex Kane (21) hanno dato luce ad un disco dolce e raffinato, sospeso tra elettronica e chitarra acustica, melodie da fischiettare e da inserire nelle compilation col sorriso all'ingiù e il sole nella testa per le vostra signorina. Un po' di polvere di (pan di) stelle e abbracci, questo è uno dei pochi dischi che mi ha saputo emozionare sinceramente da diverso tempo a questa parte. Sarà che ho una passione per queste sonorità, sarà che non c'è il mare a Bologna.
Un bel quadretto invernale, di quelli che ti mettono in pace col mondo, che per certi versi ricorda Why? e per altri Styrofoam, ma non importa, è bello così.

E poi, così, come regalino in ritardo, ascoltate e comprate il disco dei Macromeo.
domenica, 18 dicembre 2005

Mic check (aka listone di fine anno):

1. Prefuse 73 - Surrounded By Silence (+ Reads The Books EP)

Mr. Herren, ai più noto come Prefuse73. lo invidio, moltissimo. Lui suona quello che io vorrei suonare, produce i dischi che io vorrei produrre. Hiphop e niente di meno hiphop canonico, tra folk-glitch-elettroniche varie ed eventuali, e un senso melodico straordinario. L'uomo dell'anno è qualche posizione più sotto, ma Prefuse73 con questi due dischi è l'uomo del cuore.


2. Kill The Vultures - Kill The Vultures

Ne ho già parlato diffusamente qui. E ho avuto la conferma dal vivo pochissimi giorni fa. Il quartetto di Minneapolis è superbo per le strade che ha saputo trovare, tra eleganza ed irruenza, sacro e profano, male e malissimo, con liriche acidissime e basi rugginose.


3. Why? - Elephant eyelash

Why? è la rivelazione dell'anno. Uno che ha distrutto tutto con i cLOUDDEAD e che si è reinventato in una chiave che non è indie-rock, non è hiphop, ne tantomeno folk o glitch. Why? quest'anno ha fatto Why?, col punto interrogativo, perchè è così. Un disco di una naturalezza disarmante, con tanto di riminescenze alla Van Pelt, certo college e la maglietta dei Deerhoof. Pare sia il mio sosia, ma è assai più fico.


4. LCD Soundsystem - LCD Soundsystem

Eccolo, l'uomo dell'anno: James Murphy aka LCD Soundsystem aka Mr. DFA. Il disco che reinventa la drum machine, le percussioni e gli anni '80. In rigorosa versione doppio cd, è l'album che il perfetto indie non si può esimere dal ballare. Ne hanno ragione, nonostante l'indie medio non capisca un tubo della nobile arte dello shake your ass, questo è un disco monumentale, a partire dalle più disparate influenze (New Order, Beatles, Chicago house & so on) finendo ad una produzione maniacale, e non mi stupisco che Murphy sia un allegro precisino spaccamaroni.


5. Dalek - Absence

In un anno in cui l'hiphop ha spadronegiato per qualità media, è impossibile non citare il disco più cattivo. Dalek è uno e trino, è l'mc ma sono anche i suoi due soci, tra cui il fenomenale Dj Still, e distruggono tutto. Soprattutto le orechcie. Doom-noise-core hiphop, non so cosa sto scrivendo, ma l'ascoltare i tre del New Jersey è strabiliante, è inimmaginabile come il rap ormai possa assuemere così tante forme. I Dalek sono i profeti della nuova rivalsa, del nuovo urlo di disagio non solo della popolazione afro-americana, ma di tutti coloro che subiscono quotidianamente soprusi e discriminazioni razziali.


6. Murcof - Remembranza

Ne ho parlato già in questo post. Murcof è il dio del glitch.


7. Jesu - Jesu

La nuova creatura di J.K. Broadrick è un animale cattivissimo, che sbrana fino all'osso la musicalità, la melodia e la piacevolezza. Muri di chitarre ribassate, un gigantesco doom che si muove a rilento e fagocita tutto al suo passaggio, un metal che nasce nei Neurosis e nei Today Is The Day, negli stessi Godflesh di Broadrick, e diventano gli attuali Isis, Khanate e appunto, Jesu. Sarà che ho una predilizione, dati i miei trascorsi, per il metal destrutturato (che parolaccia!) che assume nuove forme, più vicine al post, o alla violenza pura, che al solito ripetere se stesso, ma questo disco è la pietra angolare di un movimento che in dieci anni sta rivoluzionando il modo d'intendere la parola "metal"


8. Hood - Outside Closer

Gli Hood sono la musica del cuore. Abbiamo detto niente...


9. Supersilent - 7

Supersilent è un collettivo di figli di puttana avant. Ed il settimo capitolo è l'ennesima prova di quanto siano geniali, di come l'avant possa essere ancora innovazione e non noiosa ripetizione di clichè già sentiti mille volte. Tra tribalismi, eletroniche e doom ce ne è per tutti i gusti.


10. M.A.N.D.Y. & Booka Shade - Body Language
[copertina non disponibile]
House.

Other cool guys.

11. Popolous - In Queue For Love
12. Settlefish - The Plural Of The Choir
12. Juan Atkins - The Berlin Sessions
13. Dj T - Boogie Playground
14. TBA - Annulè
15. Soulwax - Any Minute Now
16. Alter Ego - Transphormer
17. Amari - Grand Master Mogol
18. Fare Soldi - One Nation Under A Grande Cassa
19. The Death Of Anna Karina - New Liberalistic Pleasure
20. Fantomas - Suspended Animation
lunedì, 12 dicembre 2005

Credo proprio che il post aphexiano verrà rimandato ancora:


Samuele Bersani - s/t


Uno dei migliori cantautori italiani, senza mai avere toni da star o da provocatore gratuito. Parlo anche perchè sono di parte per partito preso, ho sempre stimato l'umo, ma non ho mai davvero approfondito la sua carriera. E che errore!
Basterebbe Giudizi Universali, nella sua poesia, a sotterrare tanti altri faccioni italiani ben più noti, basterebbero Lolita o Coppa Uefa. Non è un caso che abbia vinto il premio Tenco, o che venga isolato in un'aiuola troppo snob, quando le sue canzoni sono solo le parole che potremmo scrivere tutti ma che non ci riusciamo proprio.
Descrivere le emozioni, le cose di tutti i giorni, la noia, la gioia e la disperazione, senza mai essere banali, senza sfoggiare una supponenza inadeguata è davvero cosa difficile, Bersani ci riesce sempre benissimo, con garbo e arguzia. A volte sembran canzonette ma non lo sono mai, anche quando si scherza di più, e anche dove l'atmosfera si fa più intima sembra sempre di poter camminare sull'acqua. Un album bellissimo e poetico, senza mai pinagersi addosso o cadere in facili presunzioni.
bebaccio ha spinto play alle 00:45 | link | | commenti
domenica, 11 dicembre 2005

Volevo fare un post sulla ristampa degli Hangable Autobulb di Aphex Twin, e fare un piccolo parallelismo con il Richard D. James Album e i Selected Ambient Works 85 - 92,
ma poi ho messo su questo disco:















Ed è subito domenica.
bebaccio ha spinto play alle 15:20 | link | | commenti
sabato, 03 dicembre 2005

C'è un piccolo caso nel mondo musicale elettronico, una conferma, ma non solo, da parte di un artista che aveva dato già prove di ottime virtù.
Poche settimane fa è statto pubblicato un disco, Remembranza di Murcof.
Tinte scurissime, glitch ed improvvisi boati. Non è un disco da tutti i giorni, sia l'ascolto che la composizione. Difficile non è la parola giusta, è semplicemente un album con molto carattere. Recuerdos e Rios sono due canzoni di uno spessore che sulla scena elettronica mancava da tempo, metropolitane, viscide, canzoni assolutamente malate, che si disgregano e voglio disgregare l'ascoltatore.
Non è facile parlare di un disco simile, è una viaggio nei ricordi, negli anfratti della mente dove si sedimentano le immagini, sembra d'assistere ad una proiezione di ciò che accade in un cervello quando elementi lontano tornano a prendere forma.
Bello, bellissimo, e forse qualcosa in più. Tra campionamenti di piano, fiati, violini e drum machines Murcof crea un'atmosfera rarefatta ma incredibilmente espressiva. È il disco che questo 2005 elettronico aspettava e desiderava, e lo ricorderemo, sono sicuro, per molto tempo.
bebaccio ha spinto play alle 18:47 | link | | commenti