Irony is a dead scene.No, non parlo dell'ep dei Dillinger Escape Plan con alla voce Mike Patton.
È qualche giorno, no di più, che ragiono sulla morte, bolognese ma un po' anche italiana, della cultura dei club, intesi come locale atto al ballo, dove poter portare musica da ballare che non sia necessariamente rock&ska (estragon) o indie (covo), o comunque house-techno buona (Sottotetto) ma soprattuttto infame (Il Ruvido), ma mai a livelli stellari (Il Muretto di Jesolo). In questa confusione sintattica il sunto è che in Italia, i nomi grossi, ci vengono poco o niente, le ultime sacche di resistenza sono (paradossalmente) disperse in provincia, o non in grossi centri. Basti pensare al già citato muretto (Jesolo non è il centro del mondo), al Matrix (neanche Brescia lo è) o al Cocoricò. Menzione speciale per gli Angels Of Love che in zona Napoli portano sempre grossi spettacoli.
Ma la cosa che più fa riflettere è l'assenza di eventi "esplosivi", al di fuori del sempre migliore Dissonanze (che sfrutta una formula su più giorni, a mio avviso dispersiva), mentre all'estero esistono festival come
I Love Techno, il
Time Warp o il
Sonar (che si orienta anche verso altre sonorità ma l'anima club è ancora molto radicata), mentre sul suolo italiano l'unica eccezione, seppur virata su territori rave, è stato il neaonato
Sonica; tutto il resto è morte. Torino ha provato con un discreto successo una formula simile all'ILT, ma mentre il festival belga si svolge comodamento in un solo edificio, la maratona tech-house torinese si dislocava in più punti costringendo gli spettatori, oltre ad una dolorosa scelta, anche a scomodi spostamenti e ripetute code all'entrata.
In tutto questo Bologna, che tanto se la mena come capitale italiana della musica indie, è completamente sguarnita di locali che potrebbero anche vagamente pensare di ospitare qualche nome di lusso. Posti come il Kinky o lo Chalet delle rose sono l'inadeguatezza fatta a volumetria per una serata di richiamo intercittadino, assolutamente sguarniti sul fronte organizzativo ed in locazioni quantomeno del cazzo. Esiste il nuovo Link, il quale però sembra averci una puzza sotto il naso di rara fattura (evviva il D'n'B Network ma un Richie Hawtin, ma anche meno, sai quanta gente ti porta?), o il sempre sia lodato Cassero, che però non può fare i miracoli in termini di capienza...
Insomma, una frustrazione senza confine.