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Beats

*loading* BPM
lunedì, 27 febbraio 2006

Mi piacerebbe tantissimo scrivere le 5 recensioni che ho sul groppone, invece non mi passa un cazzo. Unisco un mal di pancia dovuto ad una torta non liveitata ingurgitata alle 3 di notte ad un altrettanto fastidioso mal di schiena. Manco 21 anni portati da dio, non c'è che dire.
Questo è un post vacuo, giusto per pigiar tasti, e per mantenere in vita il blog.
Sono alcuni giorni che ho riscoperto il post rock, da cui mi ero allontanato infiltrandomi in territori più freddi; riappacificazione avvenuta grazie a due gioiellini dei Giaridni Di Mirò rispondenti al nome di Rise and fall of academic drifting e Punk... not diet!, ma che ve lo dico a fare. Ve lo dico anche in nome del terzo album post di questa settimana uggiosa anzichè no: Codeine The white birch, immenso, immensissimo disco. Averlo ascoltarlo ed emozionarsi.
Mi sono anche ascoltato quelle duecento volte in loop A lack of colour dei Death Cab For Cutie, The O.C. fever, ma più che altro un torbido senso di abbattimento. Abbattimento a cui non ha giovato per niente fare ciao con la mano e con la voce, salendo sul bus, una compagna di corso (molto bellina) e non essere riconosciuti. Mi viene da dare ragione al frikkio quando con un mistico, quanto ormai abituale, tic da delle puttane a tutte.
Persevero annoiandovi con una casseruola di cazzi, frizzi e lazzi miei annotando in questa paginetta come il tempo metereologico bolognese si accanisca con una perseveranza quasi tragicomica nei miei confronti. Non posso tornare sul post rock che torna a piovere schifosamente, non è leale, ma non è che mi preoccupo, era peggio se nevicava.
Mi sto lagnando, lasciatemi dunque un paio di righe per consigliarvi una micro-lista di ascolti, così per chiudure all'apice della vacuità questo post dal vuoto pneumatico:
Teebee - Forever Lost EP
Enduser - Comparing Paths
Vinicio Capossela - Camera a Sud
Outkast - Stankonia

Leggendo questo post penserete "è alla frutta", si, ma quale?
mercoledì, 22 febbraio 2006

Oggi facciamo l'estate.

Stamattina, svegliandomi di pessimo umore, e ad un pessimo orario, per ragigungere la Facoltà di Psicologia (con le maiuscole...) in quel di Cesena, beh non ce l'ho fatta. Mi sono girato dall'altra parte e addio. Svariate ore dopo, svegliandomi in una bolobolo con sprazzi, frizzi e lazzi di sole ho repentinamente deciso di amplificare questa visione extra-invernale con un disco, uscito da pochissimo, che viene dall'emisfero opposto al nostro ma in cui scorre anche sangue romano: Brasil Precisa Balancar di Rosalia De Souza.
Blow Up e Basebog l'hanno incensata, Rumore non capisce un cazzo (anche perchè i voti in stelline sono sinceramente terribili) e gli ha spiaccicato un misero 3/5, io dico che è molto bello. Dopo aver abbandonato la guida di Nicola Conte, con il quale ha pubblicato Garota Moderna, disco estremamente figlio del suo tempo: tra jazzismi, house-bop ed escursioni sudamericane, convinse nel momento dell'ascolto, non convince invece alla prova dopo che di acqua ne è passata sotto i ponti. Dopo questo momento di know how, o meglio know who, Brasil Precisa Balancar è un album brasiliano e stop. L'ha dichiarato lei stessa, voleva fare un disco di bossanova, ed è venuto fuori un prodotto ottimo e che trasuda tutta la tradizione brasiliana, e non è un caso che Rosalia abbia deciso di registrare proprio a Rio e non a Roma. Le atmosfere necessariamente malinconiche, intrise di quella saudade tutta brasiliana (non è il solito luogo comune, crètini), che se già non la avete ascoltata, molto spesso ricordano quella cosa belissima che è "Morricone Bossa" della Cindelic, e soprattutto la compila "Metti Una Bossa a Cena" edita dalla Schema, che guarda un po', è proprio la stessa etichetta che produce questo disco. Insomma il cerchio quadra.
Quadrano tante cose in questo disco, a dirla tutto. Sarà che sono decisamente di parte, ché io con il sudamerica me la intendo bene, ma quello che anche ora suonando dalle casse del mio stereo è proprio un album ben riuscito, gradevole, ottimamente composto e solare. Direi che, se dovessi sintetizzare, non potrei definirlo come un'estate in musica.

Alcune cose che doevete segnarvi sull'agenda:
Il 5 aprile, allo Zo Cafè, ci sarà Murcof. Esserci sarà un dovere morale.
Venerdì 24 febbraio alla serata "Disturbance @ Bounce" all'Alpheus di Roma ci saranno ospiti i Rechenzentrum con un live set. I loro live set sono imprevedibili, improvvisazioni a volte irritanti a volte melanconiche ma pronte anche a soddisfare l'aggressività del dancefloor. Sempre attenti al contesto, i Rechenzentrum si sono esibiti in musei, festival musicali, club e centri sociali, dal museo "Ludwig" di Köln al leggendario "Chemical Suzie" di Hong Kong. [from BaseBog].
Domenica 26 @ Cassero, bolobolo, Frankie Knuckles.
domenica, 19 febbraio 2006

Going dancin'. M.I.A. + Luca Baldini (Drama Society) @ Cassero

A volte capita che si sbagli a valutare: persone, cose, avvenimenti. Ho letto M.I.A., la settimana scorsa, sul programma del Cassero, 8€, con Baldini dei Drama Society. Ovvio, ci sono.
Pensavo che M.I.A., fosse questa M.I.A., ma sbagliavo. Era un po' strano che M.I.A., quella M.I.A., facesse un djset, a Bologna, assieme ad uno dei dj tech-house più interessanti della zona (inter)nazionale. Boh, poteva anche essere, vai a sapere te.
M.I.A. invece si è rivelata essere questa ragazza, invero un po' dimagrita dalla foto, dj berlinese tech-house, molto vicina al suono-Kompakt: una sorta di electro pestata e strapazzata in salsa minimal house e bassline techno sotto. Brava, molto, sia dalla selezione pescata molto dalle produzioni mittleuropee che white label (alcuni pezzi proprio non saprei dire da dove provenissero), e tecnica di mix decisamente valida, con un continuum di bassi morbidi ma ad inseguirsi in un loop energico e decisamente femminile. Ottimo tocco per la signorina, ed anche bella persona, si divertiva, rideva, interagiva con il pubblico. Parte la caccia alle sue produzioni\live.
E poi Mr. Baldini. Big surprise, parte con qualche minuto sulla scia tech-house e poi molla gli ormeggi, fa ciao con la mano alle gambe dei presenti e fa partire un muro techno veloce, lanciato, bpm alti, approccio percussivo, e poi dilata: dilata un minuto, un minuto e mezzo, arriva qualcosa che nelle mie orecchie risuona almeno una volta alla settimana da diverso tempo, e chi l'avrebbe mai detto di sentire un pezzo vecchio di una decina d'anni, remixato e rinvigorito: Underworld - Cowgirl, in una spelndida versione "hard" e aggressiva, con un tiro che non sentivo da tempo, caos e marasma esteso. Esteso e disteso come il mix, che prende su l'acido della coda strumentale e mentre cresce un clamoroso sturm&jack italo-drama, acido e quadrato, movida 'till the day after.
Mezzo Drama Society, sapevo fosse la metà più cattiva, più esuberante, ma mi aspettavo qualcosa di più patinato, smaccatamente housey, ed invece la mia voracità techno è stata soddisfatta da un set potente, quadrato, per certi versi quasi non da club. Tostissimo.
E poi casina, con molta sete e fame, mentre tira a far giorno.
giovedì, 16 febbraio 2006

Truzzerie:
International Deejay Gigolo 9 by Dj Hell
(Gigolo Records, 2006)

Promo pervenutomi e presto sugli schermi di OR in zona recensioni. Hell fa un raccoltone di electro-house-sturm&jack delirante, un doppio da 160 minuti in cui ci stanno (quasi) tutti i nomi che in questi ultimi anni hanno movimentato la scena krauta ed europea del dancefloor. Si parte con quella cosa zingalesiana oltre ogni ragionevole visione che è P. Diddy feat. Felix Da Housecat - Jack U vs I'll House You [Dj Hell rmx], che se l'originale era già un tormentone acidissimo qui si ritrova in una versiona dilatata e snaturata nei vocals tanto quanto nel beat, in un tripudio ormonale tra archi sintetici e house barzotta.
E poi acid-house, sturm&jack, electro come piovesse, tra Fixmer, rmx ad opera di M.A.N.D.Y., Tejada e Rother, tra benedizioni from Chicago e frocierie assortite.
Consigliovi fortemente.


Ciarpame:
Ho cambiato il template. Troppo fico eh...

I cazzi miei:
Il mercoledì sera al Cassero sono divertenti. Ma la musica, signorinelli miei, garantitela un minimo di decenza.
bebaccio ha spinto play alle 20:45 | link | prestigiatori, truzzo chic | commenti
martedì, 07 febbraio 2006

C'erano una volta i Coldcut blablabla... Stronzate, i Coldcut tornano a misurarsi in studio. E sono piccoli, piccoli, piccoli, come le idee di questo, terribile, disco. Poche idee e mal sviluppate. Iperproduzione da fenomeni del mixer con la zucca vuota per creare nuove canzoni valide. Tra elettronica, rock\pop della peggior specie, hiphop di bassa lega e arrangiamenti d'archi più pacchiani di 50 Cent. Si salva Mr Nichols, che ricorda i Future Sound Of London e in parte la title track, in cui si sentono le atmosfere del Four Tet di Dialogue.
Un disco lungo e pesante, povero, davvero misero. Forse erano troppe le aspettative, forse erano anche legittime, non lo so... Ritornano dopo 8 anni di assenza, dopo aver messo assieme un'etichetta più che interessante e ci fanno una figura di merda clamorosa.*
Sono colpi al cuore.




* Bizarre su BlowUp del mese scorso gli ha spiaccicato 7. Don't trust the media.
bebaccio ha spinto play alle 18:15 | link | ragazzi cattivi | commenti (1)