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domenica, 26 marzo 2006

La Grande Truzzata.

Diviso tra gli estremi e gli estremismi musicali alterno la Torrini (un post sotto) con Miss Djax (qui accanto, con in mano l'oggetto dell'amore). Se della prima ho detto già (cantautorato folk) della seconda il dire è relativamente poco e l'ascoltare provante ma godurioso. Techno potente, anzi potentissima, cassa dritta e synth che sagomano il suono. La velocità è tutto quello che manca a Raw per essere un disco "gradevole", invece la drum amchine scnadisce i suoi colpi con una certa stanchezza, assestandoli decisi e fragorosi.
Il solo pensiero che dietro tutto ciò ci sia una donna è di per se fichissimo. Dal vivo si dice sia una prova mistica per il corpo di ogni essere umano.

Al contrario della tecnica adottata da T-Raumschmiere (sulla destra alla guida di un oggetto del desiderio), techno quadrata e rapida volta allo spompare dal basso il povero ascoltatore. Approdato all'hype inverecondo con Monstertruck Driver, singolo di rara tamarraggine, ha poi confermato le aspettative con il suo terzo album (confermate non del tutto, mmmh). Roba da stomaci forti. Notevole come la techno, dopo aver finto l'esalazione degli ultimi respiri stia tornando più bella e aggressiva che mai. Merito anche di quel figlio di puttana di Vitalic, e in misura minore delle contaminazioni patinate dei Soulwax. Io godo, poi voi fate come credete..

In tema di stomaci forti è il caso, necessario, di segnalare Home Sweet Home di Santos, dj ciociaro e tutto bello italiano che per Mantra Vibes ha dato alle stampe uno dei dischi truzzi più interessanti del 2006. Una cannonata house-boom-deep in piene orecchie e un senso del groove superiore a tutti, tutti. Già con Abrasive del 2004 aveva fatto il suo, ora ne fa anche per tutti quelli che credono che il dancefloor si fermi alla Gigolo e a Tiga. Dilungarsi è noioso e senza molto senso, tre picchi su tutti: Stop! What? e il suo synth direttamente da un altro universo, il vigore sbiascicante di Experiment, ed in chiusura, l'anatema prossimo venturo di ogni pista che si rispetti "Pump It Up!".

Non voglio che cassa.


To be famous seem so nice
Suck my dick, Kiss my ass
In Limousine's we have sex
Every night with my famous friends
bebaccio ha spinto play alle 23:28 | link | femmine, bpm elevati, ragazzi cattivi | commenti (3)
venerdì, 24 marzo 2006

Terra Emiliana.

Ho commesso un errore, non dare il giusto peso all'ultimo disco di Emiliana Torrini.
Fisherman's Woman è un disco bellissimo, ma bello proprio, di quelli che non sono appariscenti, pacchiani, o sono belli perchè è bello dire che è bello (e la smetto). Dicevo: è bello, stop. Vocina e chitarra, e via con canzoncine leggere, romantiche ma non collose; dopo alcuni anni di silenzio torna con tutt'altra veste e di ciò le siamo grati. Love in the time of science è un disco invecchiato male, nel quale a fatica si salvano le sue capacità vocali, troppo esaltate, troppo al servizio dei riflettori.
E invece in Fisherman's Woman scrive le sue canzoni, le canta imbracciando una chitarra, accompagnata talvolta da un organo e altre da spazzoline sulla batteria, elegantissima e femmina. Incredibilmente femminile.
Arrivo tardi, ma arrivo, e mi pento di esserci arrivato tardi, perchè un disco così meritava attenzioni da subito, un po' per la mia predisposizione per la sua voce un po' per la tranquillità che mi trasmette. Vorrei dire che è un capolavoro, che è un disco incredibile, esaltante e tanto altro, ma non lo è, e forse è anche meglio così, con le sue imperfezioni e ingenuità, riesce a conquistare in tanti piccoli punti e profondamente in almeno un paio di occasioni.
Beh, io mi sono innamorato della donna del pescatore.
bebaccio ha spinto play alle 21:00 | link | femmine, agendina del chissenefrega | commenti
giovedì, 23 marzo 2006



Bologniiiinaaa here wee cooome. Dioboia è finito OC (per questa serie)
Fatti i cazzi miei, guarda l'immagine a dimensioni reali.
bebaccio ha spinto play alle 02:22 | link | agendina del chissenefrega | commenti (3)
domenica, 19 marzo 2006

When the summer ends (e per fortuna ritorna)

Colpa del sole domenicale, che di caldo ancora ne fa poco, ma è tempo di riascoltare qualcosa che faccia bene senza strafare, che giri la chiave dal verso giusto e dia respiro ancora una volta. Gli American Football con il loro disco omonimo sono un affare di cuore, sono un disco di ricordi personali sull'estate che finisce, su ogni estate che finisce e sulle sensazioni che si porta dietro. È quel senso misto di abbandono e felicità che ritrovo in molte cose attorno, o che voglio solo ritrovare per sentirmi a casa; ecco, ascotlare questo disco è come sentirmi a casa. Roba da emo direbero molti, può darsi, anzi sicuramente lo è, fortunatamente emo per attitudine e non virtù modaiola, ma chi se ne frega?
American Football è tutto quello che finisce ma va bene anche così, e forse è meglio che finisca, se deve trascinarsi finto e bugiardo, e allora c'è spazio anche per la luce di You Know I Should Be Leaving Soon, per l'aria leggera di fine agosto e le corse contro il tempo perchè non passi e si fermi. Ma allora quando qualcosa finisce perde di significato?
So let's just see, what happen, when the summer ends...
lunedì, 13 marzo 2006

Where do we go from here?

Ci pensavo da quando ho ascoltato, e messo in loop, il sinolone\EP di Sorry, estratto della nuova veste di Madonna, che mi ha ricondotto ad ascoltare Confessions On A Dancefloor, ma per me questo disco è bello tanto quanto quello di Tiga, e forse qualcosina di più. Dischi che a mio avviso sono più vicini di quello che si pensa.
Electro-pop di grandissima fattura per entrambe. Il canadese che prende a piene mani dagli anni ottanta house e wave, mentre Mrs. Ciccone tira su groove e pop easy che neanche Kate Moss, attualizzando il tutto in una miscela che pochissimi, tra cui i Soulwax: produttori di Tiga e Lu Cont dei Les Rythmes Digitales: co-produttore di Madonna, sanno creare. Il vantaggio di Madonna è la non-compromissorietà, mi spiego: Sexor è un disco che, costruito per metà sui singoli precedentemente pubblicati e successivamente accorciati e su inedti che vanno a formare un quadro electro-pop-dansè, non si assesta con personalità su di una vetta da cui dirigere con fermezza le strade future, peccando in una compromissorietà che ho riscontrato (appunto) anche nell'ultimo Soulwax; Madonna invece ha messo in regia Mr. Rythmes e gli ha fatto condurre la barca su una strada pop mostruosamente house, ma che non si stacca dalla facilità della rassicurante proposta della (ormai) signora del pop, creando così un ponte solido tra dancefloor (nomen omen) e "deontologia" Mtv-iana, in grado di conquistare convincendo della propria fermezza.
E tutto questo perchè "non mi passa un cazzo".
Rimangono due album molto importanti per le due frontline: quella dei club che si aprono all'easy, e quella catodica-fashion-no-passion che s'imbatte in drum machine e vocoding potenti, il futuro giudicherà a dovere, ma se dovessi scommetterci un caffè, punterei su di un risultato interessante nel medio termine.