Attitudini hardcore e post-hardcore di scuola MacKaye, rimpolpate di una sonora attitudine noise e violenta in salsa math-eggiante. Cosa ho detto non lo so ma questa è la ricettona dei McLusky. Il paradosso vero è proprio sta nelle loro origini britanniche, vai un po' a pensare che dei casinari del genere vengano fuori da un posto ordinato e storicamente "pop" come l'Inghilterra, ed invece eccoli qui a demoliri condominii ad ogni ascolto.
Sadness Is More Sad and Painful Than Yours, fico ma non troppo, bisogna attendere l'approdo alla Too Pure: in cabina di regia siede sua stronzaggine Steve Albini e il risultato è una proposta forte e tagliente, capace di coniugare la spietatezza degli Shellac alla spinta propulsiva dell'hardcore. La situazione diventa calda, non stiamo a legiferare sul più bello o il più brutto: McLusky Do Dallas e The Difference Between Me And You Is That I'm Not On Fire sono due dischi della madonna che aprono in due il movimento indie rock e ci pisciano dentro.
È qualche giorno che sono fisso su due uomini che rispondono al nome di Black Strobe (nella foto simil-spacciatori), e che in famiglia sono più noti come Arnaud Rebotini e Ivan Smagghe. Se il primo riveste la funzione prevalente di producer, il secondo è uno dei dj più interessanti e quotati (diciamo che è un gran fico e finiamola). Assieme sono una potenza techno-punk, l'attitudine caotica del punk viene ammorbata da synth e suoni digitali e rivestita di un sacco di bpm. Il punto più alto di una discografia essenziale ma inattaccabile è forse (forse) l'EP Chemical Sweet Girl, contenente una serie di bombe ad alto tasso adrenalinico. Ma, ed è un ma tuttaltro che negativo, c'è un altro Ep che mi sconfinfera assai: Deceive\Play, due tracce per 16 minuti totali, in cui i nostri danno prova di saper prendere per il culo, con risultati eccezionali, da una parte l'electro tedesca che ha imperversato per qualche anno (Dj Hell, Fixmer, fischerspooner & co), per poi sfoderare sul lato B dieci minuti di non-trance, in cui vengono ripresi i suoni e gli "standard" trance per essere poi rivoltati a frullati in salsa techno. Nazi Trance Fuck Off, è il titolo non casuale.
Sono circa due giorni che non ascolto un album per intero, eccezion fatta per gli ascolti in auto ( tranne che Samsara degli Yakuza, al momento disco cativo dell'anno), e mi dedico al download selvaggio di singoli, rmx ed EP discutibili grazie a LimeWire (Piri tvb) ma soprattutto ascolto solamente il canale Classic Electronic di Digitally Imported, e la mia salubrità mentale già intaccata dalla maratona elettorale e dalle dichiarazioni post-elettorali se ne va definitivamente a fare nelle chiappette.
Genocide scrive:
Ho (abbiamo) votato. Domani si chiude e poi parte lo spoglio.