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lunedì, 24 aprile 2006

Che stronzi.

Quando il rock e i chitarroni sporchi tornano nelle mie orecchie, se non sono gli Shellac, se non sono i Minor Threat, se non sono i Fugazi, sono questa volta i McLusky.
Attitudini hardcore e post-hardcore di scuola MacKaye, rimpolpate di una sonora attitudine noise e violenta in salsa math-eggiante. Cosa ho detto non lo so ma questa è la ricettona dei McLusky. Il paradosso vero è proprio sta nelle loro origini britanniche, vai un po' a pensare che dei casinari del genere vengano fuori da un posto ordinato e storicamente "pop" come l'Inghilterra, ed invece eccoli qui a demoliri condominii ad ogni ascolto.
Composizione classica, power trio e via pedalare, capitanati da Andrew Falkous, mettono la capa fuori alla fine degli anni '90 con l'esordio My Pain and Sadness Is More Sad and Painful Than Yours, fico ma non troppo, bisogna attendere l'approdo alla Too Pure: in cabina di regia siede sua stronzaggine Steve Albini e il risultato è una proposta forte e tagliente, capace di coniugare la spietatezza degli Shellac alla spinta propulsiva dell'hardcore. La situazione diventa calda, non stiamo a legiferare sul più bello o il più brutto: McLusky Do Dallas e The Difference Between Me And You Is That I'm Not On Fire sono due dischi della madonna che aprono in due il movimento indie rock e ci pisciano dentro.
Il problema delle belle cose è che durano poco.. Poco dopo l'uscita di The Difference blabla decidono di chiudere l'esperienza McLusky, ma! Ma all'inizio di questo 2006 è stata rilasciata una compila: McLuskyism, succosa, succosissima.
Una band indispensabili per tutti quelli che del caos fanno una (mezza) ragione di vita.
bebaccio ha spinto play alle 18:34 | link | ragazzi cattivi | commenti
martedì, 18 aprile 2006

Il richiamo della giungla.

Mi sto convertendo alla tecnologia internettiana per aumentare l'interazione, il primo passo per rendere ciò possibile si chiama RapidShare. Ho preso spunto dal buon Inkiostro: mettere a disposizione quello di cui si parla è assai meglio. Perciò un paio di dritte per scaricare: avere i java script enable, clickare su free, attendere qualche secondo e poi via. Basta avere pazienza, alla fine mettono a disposizione gratuita un sacco di spazio, si attende volentieri.

È qualche giorno che sono fisso su due uomini che rispondono al nome di Black Strobe (nella foto simil-spacciatori), e che in famiglia sono più noti come Arnaud Rebotini e Ivan Smagghe. Se il primo riveste la funzione prevalente di producer, il secondo è uno dei dj più interessanti e quotati (diciamo che è un gran fico e finiamola). Assieme sono una potenza techno-punk, l'attitudine caotica del punk viene ammorbata da synth e suoni digitali e rivestita di un sacco di bpm. Il punto più alto di una discografia essenziale ma inattaccabile è forse (forse) l'EP Chemical Sweet Girl, contenente una serie di bombe ad alto tasso adrenalinico. Ma, ed è un ma tuttaltro che negativo, c'è un altro Ep che mi sconfinfera assai: Deceive\Play, due tracce per 16 minuti totali, in cui i nostri danno prova di saper prendere per il culo, con risultati eccezionali, da una parte l'electro tedesca che ha imperversato per qualche anno (Dj Hell, Fixmer, fischerspooner & co), per poi sfoderare sul lato B dieci minuti di non-trance, in cui vengono ripresi i suoni e gli "standard" trance per essere poi rivoltati a frullati in salsa techno. Nazi Trance Fuck Off, è il titolo non casuale.

Il resto è Fischerspooner - Never Win (Benny Benassi rmx). Bomba. Chi non balla è probabilmente morto.
bebaccio ha spinto play alle 14:17 | link | truzzo chic, bpm elevati, ragazzi cattivi | commenti (4)
sabato, 15 aprile 2006

I Tool hanno deciso di scoprire le carte.
bebaccio ha spinto play alle 11:52 | link | ragazzi cattivi | commenti (2)
giovedì, 13 aprile 2006

Lasciamo perdere il risultato delle elezioni. Let's talk about (electronic) music.

Sono circa due giorni che non ascolto un album per intero, eccezion fatta per gli ascolti in auto ( tranne che Samsara degli Yakuza, al momento disco cativo dell'anno), e mi dedico al download selvaggio di singoli, rmx ed EP discutibili grazie a LimeWire (Piri tvb) ma soprattutto ascolto solamente il canale Classic Electronic di Digitally Imported, e la mia salubrità mentale già intaccata dalla maratona elettorale e dalle dichiarazioni post-elettorali se ne va definitivamente a fare nelle chiappette.
Fino a poco fa stavano trasmettendo: Sven Vath and DJ Dag - Clubnight Hessentag 1993.07.17, che a dirla tutta fa sorridere come suoni e tutto, decisamente figli odel suo tempo, però era il periodo giusto per godersi la techno, e i bpm che rullavano erano un piacere indefinito. Sono un nostalgico di un tempo che non ho vissuto, sono un nostalgico di memorie che non ho. Era pegio avere l'halzeimer?

Qua sopra Silvio, dopo aver concretizzato la sconfitta,
saltando sul carrozzone di quell che vincono per forza dichiara: Non voglio che cassa!
domenica, 09 aprile 2006

Quelli che aspettano le elezioni e poi hanno paura del risultato.



Genocide scrive:
domani mi compro un pacchetto nuovo di paglie
Genocide scrive:
mi sa che ce ne sarà bisogno
far away scrive:
temo di sì
far away scrive:
al max se mi ricordo ne prendo uno pure io
Genocide scrive:
mi sa che ne avrai bisogno
far away scrive:
temo di sì



Ho (abbiamo) votato. Domani si chiude e poi parte lo spoglio.
A parte che mi sto cagando sotto.
A parte che se vince di nuovo lui... Barcellona here we come.
A parte che chiunque vinca ho intenzione di ubriacarmi.
A parte che la prossima campagna elettorale, la sinsitra, dovrebbe condurla con lo slogan di Covattiana memoria "basta poco che ce vò".
Ecco, domani io e rocca lo vivremo un po' così, in tensione. Che se c'è la nazionale in finale ai rigori siamo calmi, però adesso... Meglio così, no?

No perchè così proprio non si deve stare, un po' dignità cazzo.
Mi sento come se io fossi il candidato, miseriaccia. Spero vincano i nipoti di Stalin, giusto per vedere Silvio che accusi di brogli. E io ho sperato che mi consegnassero anche la scheda per il senato ed invece niente. I brogli, io, li avrei fatti volentieri.Quelli che aspettano le elezioni e poi hanno paura del risultato.