Meme rights! (Non leggere e sapere)
Ho trovato su repubblica.it un'interessante notizia riguardante il mondo dei blog, in particolare quei blog che si propongono di fare giornalismo, o che in qualche misura tentano nel loro piccolo di portare alla luce notizie od inchieste.
La notizia è equivalente ad un enorme sospiro di sollievo, un piccolo passo avanti verso questo nuovo metodo e mezzo che è il blog, nella quale si legge che "da oggi ogni blogger è più libero. Libero di non dire chi gli ha dato una notizia, proprio come ha diritto di fare un giornalista". Come è possibile questo? Intanto partiamo dal principio, cioè la causa intentata da
Apple contro due blogger statunitensi (
1 e
2) per violazione del segreto industriale: al processo i due si sono rifiutati di fornire la fonte o le fonti della notizia, e la corte, grazie anche all'
EEF ha deciso che fosse un loro diritto legittimo appellarsi a questo privilegio che copre i giornalisti, creando così un precedente che servirà sicuramente in futuro per altri processi simili (è bene ricordare che negli USA la sentenza di una corte può essere tratta come "esempio" per la risoluzione di un processo analaogo).

Ma c'è una cosa che è interessante da guardare sotto una prospettiva culturale, cioè quella del meme, che è il meccanismo intellettuale-culturale che ha permesso al giudice di estrapolare una sentenza positiva per i due imputati. Cos'è il meme... Il meme è un particolare precesso evolutivo della cultura. Così come gli esseri viventi mutano, anche il loro prodotto culturale (o sono essi stessi prodotti della cultura? Non starò qui a discuterne) muta e si conforma adattandosi ai nuovi panorami tecnologici, e le conseguenti deformazioni spazio-temporali. L'adattamento è semplice e risponde ad una teoria chiamata linguaggio-virus, cioè attraverso la comunicazione, parlata o scritta, questo meme (che è, riducendo all'osso, un concetto estrappolato da una struttura) si diffonde tra gli esseri umani. Può essere una canzone, una barzelletta, un assunto filosofico, se si "siede" nel cervello in maniera duratura ha fatto il suo effetto (i più arguti potrebbero pensare anche all'apprendimento come forma di meme, è così in parte).
Si può dunque pensare che esista oltre al meme la sua nemesi, un non-meme o anti-meme (così come i non-luoghi o gli anti-corpi, esempi strani, vediamo...). Un non-meme è la resistenza alla memetica, al processo per cui questo virus circola sopra le intersezioni culturali e coniugando landscapes (cfr. Appadurai) differenti (si pensi a cartoni animati culto come I Simpson) crea una rete comune di memi. Prendendo come negativo questo processo Karl Popper (uno die più grandi filosofi della scienza del '900) disse che "l'intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi", ma ciò implica rimanere in una soglia di "ignoranza", di escludimento alle meccaniche che permettono di decodificare quei linguaggi di massa (nel 2006 più che mai con internet e la banda larga). Ci sono però anti-meme utili in termini futuribili, si prenda la guerra fredda, in cui la proliferazione bellica non ha portato a nulla (il meme suggerirebbe l'utilizzo di queste). Ed anche culture che ritengono l'ignoranza (anti-meme) una cosa positiva (ma anche i Ramones dicevano Ignorance Is
Bliss!).

L'ultimo aspetto del meme è la sua deriva, interpretabile splendidamente con la metafora del telefono senza fili. La deriva memetica è la proprietà del meme di mutare proprio durante la sua diffusione, subendo una distorsione dal suo contenuto originale. Questa deriva colpisce la quasi totalità dei memi, sono infatti pochissimi quelli dotati di una buona "inerzia memetica".
Riassumendo, un meme è:
A contagious information pattern that replicates by parasitically infecting human minds and altering their behavior, causing them to propagate the pattern. (Tratto da
Principia Cybernetica, in particolare da
Memetic Lexicon)
L'ideatore di tutto ciò, no non è vero, diciamo il primo che coniò il termine meme e il suo significato è Dawkins, quello de "
Il Gene Egoista", libro che non ho mai letto. Infatti questo post è un meme, o una struttura di memi, derivato dalle sue teorie sviluppate da altri pensatori. Olè.