Caghiamo anche l'incagabile. aka fenomeni parastatali.

Devo tenermi aggiornato sulle mode, necessariamente, ormai è compulsivo, la nuova uscita discografica, soprattutto se non è ancora uscita è un dictat che non posso trasgredire. I perchè non li conosco neanche io, ma per certo so che la bulimia musicale fa brutti scherzi. In virtù di
un thread su
OndaRock mi sono ritrovato a scrivere i dischi che più mi avevano impressionato di questi primi sei mesi, e di per sé questo non è affatto interessante, ma è più interessante, o più divertente, notare come l'antico adagio coniato dal solito
dickman (per saperne di più andate a pagina 90 di rumore di questo mese) sia sempre valido: rivaluto dischi in continuazione. Se i primi tempi il disco art-synth-pop (
The Knife - Silent Shout) più acclamato dell'anno mi aveva positivamente colpito, ripensandoci e riascoltandolo ieri sera non è che ora viaggi su binari veloci, anzi, mi ha annoiato in diversi punti. Da contro c'è il (solito) folgorante remixone di Trentemoller su We Share Our Mother's Health. Ma questo capita, sono passati mesi.
Ci sono episodi però che mi fanno preoccupare ma anche no.
È il caso dei
Whitest Boy Alive, new sensation (ma anche no) del panorama indie (ma anche no), capitanata da Erlend Øye (vi ricorderete di lui per dischi come Quiet Is The New Loud dei
Kings of Convenience, o la voce in
Poor Leno dei Royksopp, ma anche per il noioso dj kicks), questo nuovo progetto mescola un sacco di cose, soprattutto profumate (profumate, sono sicuro?) di '80s (ma ancora? basta!), ed il giorno che li ho ascoltati erano tosti,
divertenti addirittura, mica male. Mai lasciare stagnare le new sensations. Per curiosità torno sul loro
Myspace e mi riascolto qualche canzone, pessimo errore. I Whitest Boy Alive si sono trasformati in una formula amorfa di patchwork d'idee che mi ha fatto rabbrividire, e che mi ha stupito nel suo passaggio da top a worst; ma forse non sono l'unico, c'è anche
chi li ha visti dal vivo due volte in poche ore ed è rimasto con la stessa perplessità che tuttora, a distanza di giorni e riascolti mi colpisce. Non è un problema, non mi perdo un capolavoro, non mi godrò il gruppo cool del momento, ma non me ne frega niente, mi tengo gli Shy Child di Caffarella. Quanto dureranno?