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martedì, 11 luglio 2006

Charles Barkley? No, Gnarls Barkley.

Il titolo è di una banalità esagerata, ma che volete farci, sono inchiodato in una città afosa da 30° quando va bene.

Per chi non se ne fosse accorto è esploso il fenomeno Gnarls Barkley che, brevemente ma neanche troppo, è l'incontro di Cee-Lo e Danger Mouse. Il primo (Thomas Calloway) è un ex rapper, militante dei Goodie Mob: un collettivo con base ad Atlanta che con Soul Food ha dato vita ad un gran disco hiphop che vede la collaborazione anche di Big Boi e Andre3000 degli Outkast (che difatti sono di Atlanta). Nel 2002 ha dato luce al suo esordio solista con un disco di nu-soul mica male, ma bisogna digerire la sua voce: Cee-lo Green And His Perfect Imperfections.
Quello spilungone della foto è Danger Mouse (Brian burton), un pazzo sconsiderato che nel 2004 ha pubblicato con i suoi soldini il Grey Album, in cui vengono campionati i Beatles del White Album per costruire i beat e la voce di Jay-Z del Black album a fare da patchwork vocale, il risultato è una cosa che sorpassa il concetto di cut'n'paste, i Coldcut, Fatboy Slim e Madlib. Tutto potevamo pensarlo, lui l'ha fatto. Ha recentemente collaborato anche con MF Doom per il progetto Dangermouse - The Mouse and The Mask, bel disco di underground hiphop marchiato Stones Throw. Insomma, uno con le palle tetraedriche.
Ma cosa volevo dire? Che unendosi, questi due, hanno creato gli Gnarls Barkley e che si stanno riempiendo le tasche con i vari passaggi su Mtv. Il singolo Crazy è una delle canzoni estive di buona parte del pubblico televisivo musicale e di altrettanta fetta indipendente (o indipendentista a vostra scelta), lo smaronamento è già alto, e il disco St. Elsewhere mi rompe un po' le scatole, soprattutto per la voce di Cee-Lo che mi annoia anzichè no. Però i beats sono esagerati. Snort.
Per chi si fosse stancato della versione normale di Crazy può godersi di questo mesciàp: Crazy Horse. Che è bello potente, ma non ascoltatelo in loop per 25 minuti come sto facendo io mentre scrivo questo post. Ma è più divertente vedere come i suddetti Gnarls (che per un patito di basket come me è un nome da leggenda per diversi motivi) si presentino dal vivo. YouTube ci da una mano. Dico solo che tutti vorremmo un batterista così.

Prossimamente nelle vostre orecchie: Cursor Miner - Danceflaw. L'electro bastarda è tornata.
bebaccio ha spinto play alle 12:37 | link | niggaz, truzzo chic | commenti (10)
venerdì, 07 luglio 2006

Caghiamo anche l'incagabile. aka fenomeni parastatali.

Devo tenermi aggiornato sulle mode, necessariamente, ormai è compulsivo, la nuova uscita discografica, soprattutto se non è ancora uscita è un dictat che non posso trasgredire. I perchè non li conosco neanche io, ma per certo so che la bulimia musicale fa brutti scherzi. In virtù di un thread su OndaRock mi sono ritrovato a scrivere i dischi che più mi avevano impressionato di questi primi sei mesi, e di per sé questo non è affatto interessante, ma è più interessante, o più divertente, notare come l'antico adagio coniato dal solito dickman (per saperne di più andate a pagina 90 di rumore di questo mese) sia sempre valido: rivaluto dischi in continuazione. Se i primi tempi il disco art-synth-pop (The Knife - Silent Shout) più acclamato dell'anno mi aveva positivamente colpito, ripensandoci e riascoltandolo ieri sera non è che ora viaggi su binari veloci, anzi, mi ha annoiato in diversi punti. Da contro c'è il (solito) folgorante remixone di Trentemoller su We Share Our Mother's Health. Ma questo capita, sono passati mesi.
Ci sono episodi però che mi fanno preoccupare ma anche no.
È il caso dei Whitest Boy Alive, new sensation (ma anche no) del panorama indie (ma anche no), capitanata da Erlend Øye (vi ricorderete di lui per dischi come Quiet Is The New Loud dei Kings of Convenience, o la voce in Poor Leno dei Royksopp, ma anche per il noioso dj kicks), questo nuovo progetto mescola un sacco di cose, soprattutto profumate (profumate, sono sicuro?) di '80s (ma ancora? basta!), ed il giorno che li ho ascoltati erano tosti, divertenti addirittura, mica male. Mai lasciare stagnare le new sensations. Per curiosità torno sul loro Myspace e mi riascolto qualche canzone, pessimo errore. I Whitest Boy Alive si sono trasformati in una formula amorfa di patchwork d'idee che mi ha fatto rabbrividire, e che mi ha stupito nel suo passaggio da top a worst; ma forse non sono l'unico, c'è anche chi li ha visti dal vivo due volte in poche ore ed è rimasto con la stessa perplessità che tuttora, a distanza di giorni e riascolti mi colpisce. Non è un problema, non mi perdo un capolavoro, non mi godrò il gruppo cool del momento, ma non me ne frega niente, mi tengo gli Shy Child di Caffarella. Quanto dureranno?
bebaccio ha spinto play alle 13:04 | link | prestigiatori, truzzo chic | commenti (1)
mercoledì, 05 luglio 2006

Ho alcune convinzioni in più. E molte domande in meno.


Non è la prima volta che  dopo settimane in cui non riesco ad ascoltare altro che due dischi mi ritrovi poi fulminato dall'arrivo di qualcosa di grosso, qualcosa che cambia la giornata, la settimana, e probabilmente anche tutto quello verrà dopo. Succede ogni tanto, ma succede, che un disco travolga completamente chi lo ascolta, facendolo sentire nuovo.
Riccardo Sinigallia era già nei Tiromancino quando fece notare le sue grandi doti di musicista e cantante, ma nessuno avrebbe mai immaginato un disco come il primo solista, a sua immagine e somiglianza, che portava appunto il suo nome, ed ora, in un momento in cui pensavo "chissà il nuovo disco di Sinigallia", senza documentarmi, senza cercarlo, aspettavo che apparisse e poi da un giorno all'altro, così come il primo, Matteo l'ha fatto apparire.
Incontri a metà strada è bellissimo, non so come descriverlo altrimenti, è come sentire le parole che vorresti sentire tutti i giorni, o che vorresti imparare a scrivere nel giusto ordine, che arrivano nella forma migliore immaginabile, ed ecco il nuovo disco allora. Ci sono solo canzoni che non posso descrivere se non con una profusione di complimenti, aggettivi ed iperboli.
Non lo so, Sinigallia non è un genio, sono parole che allontanano al posto che avvicinare, è solo un ragazzo che deve essere una persona meravigliosa, e che scrive musica bellissima. Più di così non potrei chiedergli.
bebaccio ha spinto play alle 19:13 | link | | commenti