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*loading* BPM
mercoledì, 21 giugno 2006

Afa.

A parte che son qui che sudo come  un cretino in un'afa bolognese da record, sospeso tra il librone di neuroscienze e i pan di stelle, penso che stasera andrò a ballare, qualsiasi sia la meta, musica di merda. Che frustrazione perdersi sempre il Sonar (anche se quest'anno a parte qualche nome non è che mi facesse saltare sulla sedia), oppure il Pukkelpop, festival in terra finnica che annovera il meglio del mainstrindie ma spulciando tra i nomi scritti in piccolo anche: Roni Size, Black Strobe, Tiefschwarz, Hot Chip, TV On The Radio, Lindstrom & Prins Thomas, Andrew Weatherall e qualche altro che ci vedremo per sempre col binocolo.
Ma-cosa-me-ne-frega-a-me quando posso mettermi sul terrazzo con vista coop San Ruffillo e sorseggiare granita dal dubbio colore mangiando il Cucciolone (quello orginial "cucciolone dieci morsi"), mentre mi immagino quanto sarebbe bello giocare con il videogiochino del Pacha o anche solo andarsi a vedere Fatboy Slim alla spiaggia del faro a Jesolo, organizzato dal muretto il 6/8/2006, che comunque rispetto al giochino del Pacha perde 2 - 0 secco, oppure che mi perdo il ritorno della Love Parade perchè sono povero in canna, ma il 12 agosto vado a Zurigo che c'è Richie hawtin con Magda, e vaffanculo.
AIA: Associazione Italiana Autoerotisti mi segnala dalla regia questo, per chi fosse davvero interessato sappia che esistono i circuiti p2p, ma se siete i soliti 4 gatti ve lo passo con msn.
mercoledì, 03 maggio 2006

Sarò breve. Click.

Modifica delle 19.
Avrei voluto parlare anche di qualche bel disco, immagino siano belli, ma non ho potuto nella misura in cui gli utenti stronzi di Soulseek non si collegano, perciò niente Soulphiction, Tactile, Panacea e Witchman. Amen,
Invece mi sono ascoltato ,e lo sto facendo anche ora: Likes di Dani Siciliano (nella foto in b|w che fa molto indie), con lo zampone di Matthew Herbert. Senti il nome di Herbert e già capisci di che si tratta. Bene o male è così, e se piace, piace anche questo Likes del 2004. Territori meno glitch e house rispetto a quelli di Bodily Functions, le atmosfere deviano morbidamente su funk e jazz elettronici e morbidi, su cui la voce della Siciliano può stendersi dolcemente. C'è tempo per diverse bombette, tra una reinterpretazione magnifica di Come As You Are (sisi, proprio quella), che diventa ironica e sensuale, tra fiati, percussioni e bleep di basso si trasforma in una canzone nuova. All'opposto del magma nero creatocon Come As You Are si staglia il trip-funk di Walk The Line, che con un groove semplice semplice morde ai fianchi l'ascoltatore. È un bel disco, femminile, elegante, notturno per molti versi, mi è stato affiancato all'esordio dei Gotan Project, forse non è il caso di metterli a confronto, uno parla argentino e l'altro jazz bianco, e forse questo è anche più carino, raggiunge meglio l'intento di dare spessore ad una musica da ambiente-non-ambiente che ha ancora le idee confuse su come muoversi. Qui ci si muove abbastanza bene, merito di Herbert in regia, forse, merito della Siciliano i nfase di scrittura sicuramente.
bebaccio ha spinto play alle 14:48 | link | femmine, truzzo chic | commenti (2)
domenica, 26 marzo 2006

La Grande Truzzata.

Diviso tra gli estremi e gli estremismi musicali alterno la Torrini (un post sotto) con Miss Djax (qui accanto, con in mano l'oggetto dell'amore). Se della prima ho detto già (cantautorato folk) della seconda il dire è relativamente poco e l'ascoltare provante ma godurioso. Techno potente, anzi potentissima, cassa dritta e synth che sagomano il suono. La velocità è tutto quello che manca a Raw per essere un disco "gradevole", invece la drum amchine scnadisce i suoi colpi con una certa stanchezza, assestandoli decisi e fragorosi.
Il solo pensiero che dietro tutto ciò ci sia una donna è di per se fichissimo. Dal vivo si dice sia una prova mistica per il corpo di ogni essere umano.

Al contrario della tecnica adottata da T-Raumschmiere (sulla destra alla guida di un oggetto del desiderio), techno quadrata e rapida volta allo spompare dal basso il povero ascoltatore. Approdato all'hype inverecondo con Monstertruck Driver, singolo di rara tamarraggine, ha poi confermato le aspettative con il suo terzo album (confermate non del tutto, mmmh). Roba da stomaci forti. Notevole come la techno, dopo aver finto l'esalazione degli ultimi respiri stia tornando più bella e aggressiva che mai. Merito anche di quel figlio di puttana di Vitalic, e in misura minore delle contaminazioni patinate dei Soulwax. Io godo, poi voi fate come credete..

In tema di stomaci forti è il caso, necessario, di segnalare Home Sweet Home di Santos, dj ciociaro e tutto bello italiano che per Mantra Vibes ha dato alle stampe uno dei dischi truzzi più interessanti del 2006. Una cannonata house-boom-deep in piene orecchie e un senso del groove superiore a tutti, tutti. Già con Abrasive del 2004 aveva fatto il suo, ora ne fa anche per tutti quelli che credono che il dancefloor si fermi alla Gigolo e a Tiga. Dilungarsi è noioso e senza molto senso, tre picchi su tutti: Stop! What? e il suo synth direttamente da un altro universo, il vigore sbiascicante di Experiment, ed in chiusura, l'anatema prossimo venturo di ogni pista che si rispetti "Pump It Up!".

Non voglio che cassa.


To be famous seem so nice
Suck my dick, Kiss my ass
In Limousine's we have sex
Every night with my famous friends
bebaccio ha spinto play alle 23:28 | link | femmine, bpm elevati, ragazzi cattivi | commenti (3)
venerdì, 24 marzo 2006

Terra Emiliana.

Ho commesso un errore, non dare il giusto peso all'ultimo disco di Emiliana Torrini.
Fisherman's Woman è un disco bellissimo, ma bello proprio, di quelli che non sono appariscenti, pacchiani, o sono belli perchè è bello dire che è bello (e la smetto). Dicevo: è bello, stop. Vocina e chitarra, e via con canzoncine leggere, romantiche ma non collose; dopo alcuni anni di silenzio torna con tutt'altra veste e di ciò le siamo grati. Love in the time of science è un disco invecchiato male, nel quale a fatica si salvano le sue capacità vocali, troppo esaltate, troppo al servizio dei riflettori.
E invece in Fisherman's Woman scrive le sue canzoni, le canta imbracciando una chitarra, accompagnata talvolta da un organo e altre da spazzoline sulla batteria, elegantissima e femmina. Incredibilmente femminile.
Arrivo tardi, ma arrivo, e mi pento di esserci arrivato tardi, perchè un disco così meritava attenzioni da subito, un po' per la mia predisposizione per la sua voce un po' per la tranquillità che mi trasmette. Vorrei dire che è un capolavoro, che è un disco incredibile, esaltante e tanto altro, ma non lo è, e forse è anche meglio così, con le sue imperfezioni e ingenuità, riesce a conquistare in tanti piccoli punti e profondamente in almeno un paio di occasioni.
Beh, io mi sono innamorato della donna del pescatore.
bebaccio ha spinto play alle 21:00 | link | femmine, agendina del chissenefrega | commenti
lunedì, 13 marzo 2006

Where do we go from here?

Ci pensavo da quando ho ascoltato, e messo in loop, il sinolone\EP di Sorry, estratto della nuova veste di Madonna, che mi ha ricondotto ad ascoltare Confessions On A Dancefloor, ma per me questo disco è bello tanto quanto quello di Tiga, e forse qualcosina di più. Dischi che a mio avviso sono più vicini di quello che si pensa.
Electro-pop di grandissima fattura per entrambe. Il canadese che prende a piene mani dagli anni ottanta house e wave, mentre Mrs. Ciccone tira su groove e pop easy che neanche Kate Moss, attualizzando il tutto in una miscela che pochissimi, tra cui i Soulwax: produttori di Tiga e Lu Cont dei Les Rythmes Digitales: co-produttore di Madonna, sanno creare. Il vantaggio di Madonna è la non-compromissorietà, mi spiego: Sexor è un disco che, costruito per metà sui singoli precedentemente pubblicati e successivamente accorciati e su inedti che vanno a formare un quadro electro-pop-dansè, non si assesta con personalità su di una vetta da cui dirigere con fermezza le strade future, peccando in una compromissorietà che ho riscontrato (appunto) anche nell'ultimo Soulwax; Madonna invece ha messo in regia Mr. Rythmes e gli ha fatto condurre la barca su una strada pop mostruosamente house, ma che non si stacca dalla facilità della rassicurante proposta della (ormai) signora del pop, creando così un ponte solido tra dancefloor (nomen omen) e "deontologia" Mtv-iana, in grado di conquistare convincendo della propria fermezza.
E tutto questo perchè "non mi passa un cazzo".
Rimangono due album molto importanti per le due frontline: quella dei club che si aprono all'easy, e quella catodica-fashion-no-passion che s'imbatte in drum machine e vocoding potenti, il futuro giudicherà a dovere, ma se dovessi scommetterci un caffè, punterei su di un risultato interessante nel medio termine.