A parte che son qui che sudo come un cretino in un'afa bolognese da record, sospeso tra il librone di neuroscienze e i pan di stelle, penso che stasera andrò a ballare, qualsiasi sia la meta, musica di merda. Che frustrazione perdersi sempre il Sonar (anche se quest'anno a parte qualche nome non è che mi facesse saltare sulla sedia), oppure il Pukkelpop, festival in terra finnica che annovera il meglio del mainstrindie ma spulciando tra i nomi scritti in piccolo anche: Roni Size, Black Strobe, Tiefschwarz, Hot Chip, TV On The Radio, Lindstrom & Prins Thomas, Andrew Weatherall e qualche altro che ci vedremo per sempre col binocolo.
Invece mi sono ascoltato ,e lo sto facendo anche ora: Likes di Dani Siciliano (nella foto in b|w che fa molto indie), con lo zampone di Matthew Herbert. Senti il nome di Herbert e già capisci di che si tratta. Bene o male è così, e se piace, piace anche questo Likes del 2004. Territori meno glitch e house rispetto a quelli di Bodily Functions, le atmosfere deviano morbidamente su funk e jazz elettronici e morbidi, su cui la voce della Siciliano può stendersi dolcemente. C'è tempo per diverse bombette, tra una reinterpretazione magnifica di Come As You Are (sisi, proprio quella), che diventa ironica e sensuale, tra fiati, percussioni e bleep di basso si trasforma in una canzone nuova. All'opposto del magma nero creatocon Come As You Are si staglia il trip-funk di Walk The Line, che con un groove semplice semplice morde ai fianchi l'ascoltatore. È un bel disco, femminile, elegante, notturno per molti versi, mi è stato affiancato all'esordio dei Gotan Project, forse non è il caso di metterli a confronto, uno parla argentino e l'altro jazz bianco, e forse questo è anche più carino, raggiunge meglio l'intento di dare spessore ad una musica da ambiente-non-ambiente che ha ancora le idee confuse su come muoversi. Qui ci si muove abbastanza bene, merito di Herbert in regia, forse, merito della Siciliano i nfase di scrittura sicuramente.
Al contrario della tecnica adottata da T-Raumschmiere (sulla destra alla guida di un oggetto del desiderio), techno quadrata e rapida volta allo spompare dal basso il povero ascoltatore. Approdato all'hype inverecondo con Monstertruck Driver, singolo di rara tamarraggine, ha poi confermato le aspettative con il suo terzo album (confermate non del tutto, mmmh). Roba da stomaci forti. Notevole come la techno, dopo aver finto l'esalazione degli ultimi respiri stia tornando più bella e aggressiva che mai. Merito anche di quel figlio di puttana di Vitalic, e in misura minore delle contaminazioni patinate dei Soulwax. Io godo, poi voi fate come credete..
In tema di stomaci forti è il caso, necessario, di segnalare Home Sweet Home di Santos, dj ciociaro e tutto bello italiano che per Mantra Vibes ha dato alle stampe uno dei dischi truzzi più interessanti del 2006. Una cannonata house-boom-deep in piene orecchie e un senso del groove superiore a tutti, tutti. Già con Abrasive del 2004 aveva fatto il suo, ora ne fa anche per tutti quelli che credono che il dancefloor si fermi alla Gigolo e a Tiga. Dilungarsi è noioso e senza molto senso, tre picchi su tutti: Stop! What? e il suo synth direttamente da un altro universo, il vigore sbiascicante di Experiment, ed in chiusura, l'anatema prossimo venturo di ogni pista che si rispetti "Pump It Up!".
Fisherman's Woman è un disco bellissimo, ma bello proprio, di quelli che non sono appariscenti, pacchiani, o sono belli perchè è bello dire che è bello (e la smetto). Dicevo: è bello, stop. Vocina e chitarra, e via con canzoncine leggere, romantiche ma non collose; dopo alcuni anni di silenzio torna con tutt'altra veste e di ciò le siamo grati. Love in the time of science è un disco invecchiato male, nel quale a fatica si salvano le sue capacità vocali, troppo esaltate, troppo al servizio dei riflettori.
Electro-pop di grandissima fattura per entrambe. Il canadese che prende a piene mani dagli anni ottanta house e wave, mentre Mrs. Ciccone tira su groove e pop easy che neanche Kate Moss, attualizzando il tutto in una miscela che pochissimi, tra cui i Soulwax: produttori di Tiga e Lu Cont dei Les Rythmes Digitales: co-produttore di Madonna, sanno creare. Il vantaggio di Madonna è la non-compromissorietà, mi spiego: Sexor è un disco che, costruito per metà sui singoli precedentemente pubblicati e successivamente accorciati e su inedti che vanno a formare un quadro electro-pop-dansè, non si assesta con personalità su di una vetta da cui dirigere con fermezza le strade future, peccando in una compromissorietà che ho riscontrato (appunto) anche nell'ultimo Soulwax; Madonna invece ha messo in regia Mr. Rythmes e gli ha fatto condurre la
barca su una strada pop mostruosamente house, ma che non si stacca dalla facilità della rassicurante proposta della (ormai) signora del pop, creando così un ponte solido tra dancefloor (nomen omen) e "deontologia" Mtv-iana, in grado di conquistare convincendo della propria fermezza.