
Mi sono accorto in queste settimane di come splinder cominci a starmi stretto. Graficamente, ma soprattutto, a livello di multimedia è pieno di legacci insopportabili. Troppi codici da muovere, troppe limitazioni di policy, troppi sms per attivare un servizio che dovrebbe essere già in dote all'utenza, troppi PROuser: troppo troppo. Mi viene in aiuto una piattaforma, tristemente (per la comprensione reciproca) a maggioranza anglofona, ma che al momento si rivela una vera bomba.
Vox è un po' più di un mblog, è l'mblog customizzabile al 100% con tante belle cosine: senza scrivere una riga di codice. Audio ed immagini uppabili tranquillamente (e rapidamente), dischi e libri addabili tramite un embedded search di amazon. Ce ne è per tutti i gusti, non ti personalizzi il template ma ne hai qualche centinaio tra cui scegliere. È un mondo lontano anni luce da questo. Sto già tentando le prime prove di trasmissione,
il risultato è quel che è ma non demordo.
Il linking è l'unica nota "negativa": se la facilità dell'aggiungere blog è risolta da un click (uno) su un link presente in tutti i blog inter-vox, quello di linkare qualcosa o qualcuno al di fuori della piattaforma mi rimane un mistero.
Non è una mia scoperta autonoma, ma mi è stato segnalato da un amico dopo avergli linkato il
MySpace a cui ho recentemente ceduto per rendere disponibili anche a chi, non presente tra gli sventurati messenger\soulseek, ha il bisogno masochistico di ascoltare le creazioni mie e del
piri (ma per ora solo mie, non per vanto, ma per non gettare discredito sul socio). Il primo passo di "Add Friends!" è stato compiuto, mi accorgo che possa essere davvero un'attività del cazzo aggiungere, chessò, Derrick May, mai e poi mai ti cagherà, diciamo che però per un melomani è come un feticcio. Mi passerò entro 2 giorni.

In the meanwhile:
Darc Mind con Symptomatic of a Great Ill, uscita
Anticon del 2006, è probabilmente l'unico disco dell'etichetta californiana che quest'anno valga la pena ascoltare. Tutto meno che assimilabile allo stile dell'etichetta, Darc Mind scodella un old school rapping tra Michael Franti e A Tribe Called Quest meno torrenziali, compatti e incazzati. È un bel disco, non da strapparssi capelli, vestiti e lanciare reggiseni sul palco, ma è un bel disco. Unica avvertenza: bisogna avere l'orecchio allenato ai logorroici.